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Babingtons: la raffinata evasione inglese nel cuore della capitale

  • Immagine del redattore: Francesca Vivalda
    Francesca Vivalda
  • 29 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 30 apr

Accanto alla scalinata di Trinità dei Monti in Piazza di Spagna si trova la sala da tè Babingtons, vera icona di Roma dal 1893


Non sorprende che la prima sala da tè d’Italia sia stata aperta da chi proviene proprio dal paese che ha dato i natali al rituale del tè, l’Inghilterra, ciò che sorprende è chi lo ha fatto.


Dietro alla nascita  di Babingtons, nel 1893, si celano due giovani donne dell’alta società inglese, Anna Maria Babington, discendente di Anthony Babington, cospiratore contro la corona di Elisabetta I ed impiccato nel 1586, ed Isabel Cargill, figlia del capitano Cargill, fondatore della città di Dunedin in Nuova Zelanda.


Quest’ultima, come ci racconta la sua diretta discendente, Chiara Bedini, ora proprietaria e direttrice del locale insieme a Rory Bruce, per lenire l’onta di un abbandono sull’altare, decise di allontanarsi dal Regno Unito ed insieme alla sua cara amica Anna Maria si recò a Roma.


Qui le due dame ebbero un’idea geniale quanto antesignana dell’emancipazione ed indipendenza femminile: diventare imprenditrici investendo il loro capitale di 100 sterline.



La prima versione della sala da tè Babingtons trovò sede in Via Due Macelli ma, appena un anno dopo, si trasferì nella splendida Piazza di Spagna, in un prestigioso palazzo del ‘700 realizzato da Francesco De Sanctis, accanto alla scalinata Trinità dei Monti, sempre di De Sanctis, e a quello che oggi è il Keats and Shelley Memorial House.


A fine ‘800 questa zona di Roma veniva chiamata “ghetto inglese” e quale location migliore per offrire ai propri connazionali una raffinata e familiare pausa durante le tappe del Grand Tour, il viaggio lungo l’Europa continentale solito delle ricche famiglie aristocratiche dell’epoca.


Le giovani Babington e Cargill corsero un notevole rischio poiché il tè in Italia veniva venduto solo in farmacia, ma la loro scommessa fu vinta in una Roma che proprio in quel periodo celebrava le nozze d’argento dei reali Umberto e Margherita ed il Giubileo. Una sala da tè e di lettura rivolta ad una facoltosa classe europea la cui tradizione, insieme ad un pizzico di nostalgia, si ritrova intatta ancora oggi nel cuore di una delle capitali più belle del mondo tra migliaia di turisti, negozi del lusso e cellulari pronti ad immortalare monumenti, panorami mozzafiato e sorrisi.


L’insegna di Babingtons spicca come un gioiello antico che invita ad entrare per vivere un’esperienza dal fascino intramontabile per la quale si deve ringraziare la quarta generazione della famiglia Cargill, Chiara e Rory, che accoglie personalità importanti, affezionati ma anche turisti e curiosi. Un curatissimo salotto dallo stile vittoriano che riporta indietro nel tempo per concedersi un rilassato momento lontano dalla frenesia romana.



Altissima qualità ed un’attenta selezione di prodotti rendono il menù una sorta di antologia del mondo del tè: il continente asiatico è ovviamente presente con miscele provenienti dall’India, dal Giappone e dalla Cina, spedite direttamente dall’Inghilterra per proporre, insieme a tè neri, bianchi, verdi ed oolong, oltre 40 specialità tra cui scegliere. La sezione “I 7 tè di Roma”, omaggio alla città, sicuramente non passa inosservata grazie anche a nomi quali “In tè veritas”, miscelazione creata in onore della Bocca della Verità, o “Vacanze Romane” che richiama l’indimenticabile film e dedicata a Piazza di Spagna.


Un pregiato tè merita ovviamente dolci all’altezza. Tra scones scozzesi, cheese cake, Isabel, una sponge vittoriana ripiena con crema di cioccolato bianco, vaniglia e lamponi e ricoperta con meringhe - preparata per l’anniversario dei 150 anni di Babingtons - uno squisito tiramisù che sembra un delicato fiore in tazza e molte altre dolcezze artigianali, c'è solo l’imbarazzo della scelta.


Dell’eccellenza ed unicità di questa insegna se ne sono accorti in molti, tra cui lo chef pluristellato Giorgio Locatelli: il menù del Bar Giorgio del suo ristorante, all’interno della National Gallery di Londra, propone infatti proprio i tè firmati Babingtons.


Ormai è chiaro che siamo di fronte ad un ritrovo perfetto non solo per l’appuntamento del tè delle cinque ma anche per una colazione (non manca chiaramente il tanto amato caffè), una pausa pranzo, un’elegante cena (il menù serale è un autentico tributo al fine dining) o un brunch nel weekend, sempre avvolti in un’atmosfera che ha reso questa sala una meta da non perdere quando ci si trova nella capitale.


E per chi desidera rivivere la magia di Babingtons anche a casa, ogni prodotto è disponibile all’acquisto sia in negozio sia sul loro sito e-commerce.

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