ConVito: la gastronomia di famiglia nel cuore del Gallaratese
- Alessandra Signorini

- 30 mar
- Tempo di lettura: 4 min
Da tre generazioni, ConVito è sinonimo di condivisione, comunità, famiglia e buona cucina della tradizione pugliese
Nel quartiere Gallaratese di Milano - lo stesso in cui Adriano Celentano girò il video de Il ragazzo della via Gluck alla fine degli anni ’60 – troviamo un piccolo angolo gastronomico dall’accento pugliese, ConVito, che invita a ritrovare quei sapori del Sud che ancora non si sapeva di amare, o che si vogliono ricordare.
Una cucina che nasce da una storia familiare lunga tre generazioni e che continua a vivere grazie a Francesca e Luca, figli di Vito, da cui l’attività prende il nome.
I due fratelli custodiscono e portano avanti un’eredità familiare costruita su un modo di pensare ad una gastronomia diverso da un semplice servizio di comodità. Ancora prima delle ricette tipiche del loro territorio di origine, da ConVito troviamo valori legati al cibo, quali l’autenticità, la stagionalità, il rispetto e la semplicità.
Le origini: da banco di frutta e verdura a cuore del quartiere
Negli stessi anni della canzone di Celentano, i nonni di Francesca e Luca, immigrati dalla Puglia, aprono nel quartiere periferico di Milano, a pochi passi dalla fermata della metropolitana Uruguay, un negozio di frutta e verdura con prodotti provenienti dalla loro terra di origine.
Sin da subito, per la coppia il negozio non è solo un lavoro: è un modo di condividere con la comunità del territorio le loro tradizioni, i profumi e la stagionalità dei loro campi del Sud. Quel banco diventa presto uno spazio vivo, in cui la gente si ferma incuriosita da sapori sconosciuti, come quelli delle cime di rapa, la cicoria o le orecchiette fatte a mano.
Quando negli anni ’80 il figlio Vito decide di entrare nell’attività dei suoi genitori insieme a sua sorella Antonia, comprende che quel negozio poteva diventare di più. Investe, espande gli spazi, aggiunge un bancone e qualche tavolino. Accanto alla verdura compare una macchina del caffè, dolci, piatti ricettati da consumare sul posto o da portar via. Grazie al passaparola di tanti anni di lavoro, l’attività si allarga diventando anche un servizio di catering per le aziende della zona o per eventi di quartiere.
Il negozio si trasforma così in un punto di riferimento e, vent’anni dopo, prende il nome di ConVito: un luogo dove sentirsi ospiti e a casa allo stesso tempo.
Per quasi sessant’anni Convito è rimasto un’istituzione per il suo quartiere. Ma nel 2022, subito dopo la pandemia, la famiglia perde Vito, il cuore pulsante del posto, e l’attività è costretta a chiudere.
È Francesca, cresciuta insieme al fratello Luca dietro il bancone del padre e determinata a non lasciare che la storia e il sogno della sua famiglia si perdessero, che decide di affittare un altro spazio, molto più piccolo e non distante da dove i suoi nonni vendevano la verdura, per dedicarsi esclusivamente al servizio di gastronomia e di catering, con un solo obiettivo: non perdere quel senso di comunità che la sua famiglia ha instaurato nel quartiere.
ConVito oggi: cucina pugliese, comunità e sostenibilità
La gastronomia oggi ha una nuova casa (via Uruguay 16), ma l’anima familiare e il legame con la comunità del territorio che si respirano sono le stesse. A lavorare troviamo i figli di Vito, Francesca e Luca, Anna (la compagna di Luca) e uno chef.
Dentro la cucina di ConVito, tutte le mattine si preparano piatti sempre freschi della tradizione pugliese con ricette dettate dal ritmo delle stagioni.
Il menù, dall’antipasto al dolce, dipende sempre da ciò che arriva dalle cascine e dai mercati limitrofi (come l'Orticola Trenno e l’azienda agricola GreenMagic) nonché dai piccoli produttori pugliesi a cui la famiglia fa riferimento da sempre per l’approvvigionamento di specialità del territorio, quali: farine e legumi del Consorzio Terre di Biccari, i taralli artigianali del panificio San Luigi (Bisceglie), e l’olio e le conserve della società agricola Mastrototaro.
L’innovazione nella cucina di ConVito è un gesto naturale e conforme alla filosofia della gastronomia: i tipici sapori pugliesi subiscono, infatti, piccole variazioni dettate esclusivamente da ciò che la stagione o il fornitore a Km0 offrono, incontrandosi talvolta con i sapori del Nord.
Inoltre, lavorare con ciò che arriva, e non con ciò che si programma, significa anche un’altra cosa importante per la filosofia e i valori della famiglia: lo spreco è quasi nullo. Ogni ingrediente trova il suo posto, ogni stagione porta con sé un menù diverso. È una cucina popolare, che rispetta il cibo perché rispetta la storia da cui nasce.
L’unico appuntamento fisso è quello del giovedì, il giorno dedicato ai panzerotti fatti a mano e cotti al momento. Un rito settimanale che richiama clienti affezionati e curiosi di passaggio. I ripieni seguono la logica della casa: tradizione e stagionalità.
Il volto della gastronomia e del servizio di catering è, invece, Francesca, la presenza che consiglia, accompagna il cliente uno ad uno, ascoltandone i gusti e le esigenze.
Ma è anche colei che sceglie i fornitori, sia del territorio milanese che pugliese, li incontra e tiene fede a quello che la sua famiglia le ha insegnato.
Ed è proprio Francesca che ci ha raccontato la storia della sua famiglia e, quando le chiediamo cosa si aspetta per il futuro, non parla di espansione, format o strategie. Bensì di persone, ricette e comunità.
Di un sogno iniziato negli anni ’60 dai suoi nonni, quello di far in modo che la cultura del cibo, della terra e la filosofia della tavola non vengano perse: «mi piacerebbe un giorno portare ConVito in giro per la città. Non come luogo fisico, ma come filosofia e valori. Vorrei organizzare insieme ad altri piccoli produttori locali momenti di incontro per tramandare alle persone i gesti, i valori e le tradizioni del Sud che cerchiamo di comunicare coi nostri piatti. Il cibo non è solo nutrimento: è condivisione, lentezza, rispetto, comunità, famiglia e benessere».














