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Mo’Stò: dal Montepulciano d’Abruzzo nasce una linea di beauty e skincare tutta al femminile

  • Immagine del redattore: Redazione
    Redazione
  • 20 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Mo’Stò crea un ponte tra il mondo del vino e quello del beauty, giocando in modo ironico e leggero, senza perdere di vista performance e qualità del prodotto.



Dietro a Mo’ Stò, beauty brand abruzzese, convivono diverse sfumature che contribuiscono a farne un progetto trasversale che unisce il mondo della skincare e del makeup con quello del vino. Da un lato il legame con l’Abruzzo, terra d’origine delle due fondatrici, Lisa Panico e Marina Camplese (rispettivamente figlia e madre), dall’altro la volontà di trasformare qualcosa di profondamente territoriale in un gesto quotidiano.


«Io vivo a Milano da cinque anni e con Mo’ Stò desideravo proprio rimarcare il mio legame con la mia terra d'origine, che amo profondamente», racconta Panico. «Ha tanto da dare come territorio, come regione, e quindi nel nostro piccolo ci piaceva l’idea di poterla valorizzare». Mo’ Stò nasce infatti in Abruzzo, in un mondo molto particolare, quello del vino,  e lo sposta altrove: fuori dal calice, fuori dalla ritualità maschile che spesso accompagna il linguaggio enologico, fuori persino dall’idea di lusso aspirazionale che domina buona parte del beauty contemporaneo.


Il Montepulciano d’Abruzzo entra infatti nelle formulazioni attraverso estratti, acqua attiva di vino e olio di vinaccioli ricavato dagli scarti della vinificazione, in un’idea di economia circolare che il brand mira a trattare in modo concreto, più che narrativo. «Lavoriamo moltissimo con l’olio di vinaccioli, che si ricava dagli scarti dell’uva, inserendoci in un discorso più ampio di sostenibilità ed economia circolare».



La linea nasce inizialmente come lipcare, scelta non casuale, come racconta Panico: «la scelta di iniziare con una linea labbra si collega a stretto giro con il mondo del vino, in cui Mo’ Stò si inserisce,» spiega. «Il vino richiama dei momenti di convivialità, che iniziano proprio con il gesto di portarlo alle labbra. Da qui l’idea di iniziare con scrub, maschera e lip balm».


Anche il nome contiene già tutto il progetto, richiamando innanzitutto le origini abruzzesi del brand, in secondo luogo il contesto del vino e infine la sua filosofia, come spiega la fondatrice: «Mo’ sto in abruzzese lo usiamo come per dire “ok, adesso mi trovo, sono qui”. E noi  volevamo proprio far sì che il nostro brand assumesse questo significato, “io ci sono, ci sono in questo momento” e mi prendo cura di me stessa qui e ora».


È una filosofia che racconta molto bene il modo in cui Mo’Stò costruisce il proprio linguaggio: partire da immagini concrete e quotidiane, e mescolare il lessico del beauty e quello del vino senza prendersi troppo sul serio, ma anche senza scendere a compromessi in termini di formulazioni ed efficacia.


Il vino, del resto, non è soltanto un ingrediente. È anche un immaginario culturale che il brand prova a reinterpretare. «Il mondo del vino è un mondo spesso molto maschile», osserva Panico e il suo brand trova spazio proprio in questa frattura: prendere un universo storicamente codificato attraverso competenza tecnica, autorevolezza e rituali spesso esclusivi, e tradurlo in qualcosa di più morbido, accessibile, quotidiano, senza banalizzarlo, ma cambiandone il punto di vista.



Anche la sostenibilità, poi, viene raccontata senza idealizzazioni. «Per piccoli brand è molto difficile essere sostenibili», ammette. «Quando ti muovi all’interno di ordini di piccole dimensioni, è molto difficile avere il potere di scegliere esattamente quello che vuoi». Eppure Mo’Stò prova a lavorare in quella direzione: packaging minimale, carta riciclata, utilizzo del vetro quando possibile, molta ricerca sulla possibilità in futuro di lavorare con le ricariche.


Mo’Stò è un brand spontaneo, nato da un sentire molto personale, da un attaccamento forte al territorio ed è proprio qui che il progetto assume la sua consistenza: nel tentativo di costruire un linguaggio nuovo partendo da qualcosa di profondamente locale e personale


Attraverso le referenze di skincare come la crema anti-age e il siero viso e quella dedicata alle labbra, che include lip balm, scrub labbra e maschera, Mo’Stò crea un ponte interessante tra il mondo del vino e quello del beauty, andando oltre i tecnicismi e giocando in modo ironico e leggero, senza perdere di vista performance e qualità del prodotto.


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