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Quintessenz: lo Chardonnay secondo Cantina Kaltern

  • Immagine del redattore: Redazione
    Redazione
  • 16 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Dalla selezione delle parcelle alla nuova interpretazione dello Chardonnay: Cantina Kaltern presenta il Quintessenz 2023.


In Trentino, sulle colline che circondano il lago di Caldaro, il vino è un elemento che attraversa la vita del territorio, il paesaggio e la comunità che lo coltiva.


I vigneti, che circondano il lago più caldo dell’arco alpino, risalgono le colline fino a quote che sfiorano i 700 metri, in un mosaico di parcelle frammentate che raccontano una storia viticola antica e radicata.


Qui le influenze alpine incontrano quelle mediterranee, creando un equilibrio climatico che ha reso questo angolo dell’Alto Adige uno dei territori più vocati alla viticoltura del Nord Italia.



Cantina Kaltern nasce proprio da questo tessuto collettivo. La cooperativa riunisce centinaia di viticoltori che coltivano vigneti attorno al lago e sulle colline circostanti, spesso su appezzamenti molto piccoli, lavorati con un’attenzione quasi artigianale. Un modello cooperativo che non significa uniformità, ma, al contrario, una continua ricerca di identità: ogni parcella viene interpretata con grande cura, per comprenderne il potenziale e tradurlo nel calice.


Da questa logica nasce la linea Quintessenz, il progetto che rappresenta la massima espressione del territorio di Caldaro, traducendone i più alti standard qualitativi. Vinificata esclusivamente a partire dalle migliori uve, si concentra su sei varietà simbolo: Chardonnay, Pinot Bianco, Sauvignon, Kalterersee (Schiava), Cabernet Sauvignon (Riserva) e Moscato Giallo nella versione passito.


Come spiega il Kellermeister di Kaltern, Thomas Scarizuola, «la selezione delle migliori parcelle destinate alla linea Quintessenz è il risultato di un processo lungo e rigoroso». Il primo requisito è che il vigneto abbia raggiunto una piena maturità vegetativa e si trovi in una zona particolarmente vocata per la varietà coltivata. Ma non basta. «Se una parcella dimostra, per più anni consecutivi, costanza e qualità fuori dal comune, viene vinificata separatamente per approfondirne le caratteristiche. Solo quando anche queste prove confermano il suo potenziale, entra definitivamente nella linea Quintessenz».


Accanto agli aspetti agronomici, però, c’è anche un elemento umano che fa la differenza: «la qualità di una parcella non dipende solo da fattori come suolo, esposizione o altitudine, ma anche dalla cura con cui viene lavorata dal viticoltore. Solo un lavoro estremamente preciso e consapevole permette di ottenere uve capaci di raccontare davvero il terroir nella sua totalità».


Lo Chardonnay, in particolare, è da sempre una presenza significativa nel terreno vitato di Kaltern e con l’annata 2023 ha trovato il suo posto nella collezione Quintessenz. «Dopo alcuni anni di studi, osservazioni e tante vinificazioni separate», dice Scarizuola, «abbiamo individuato alcune parcelle storiche particolarmente espressive e siamo fieri di inserire questo vitigno bianco nella nostra linea di eccellenza».


Risultato di anni di osservazione dei vigneti, Quintessenz Chardonnay DOC 2023 nasce in tre piccoli vigneti per un totale di 1,3 ettari: due sono situati appena sopra il paese di Caldaro e una terza a Mezzan (Caldaro).



Rivolte ad est e con viti che hanno fino a 40 anni di età, queste due aree godono non solo della luce alla mattina, ma anche dell’influenza dei venti della Mendola tutte le sere: «da una parte lavoriamo su una ripida pendice esposta a est, con depositi glaciali di ghiaia e sabbia arricchiti da dolomia. Dall’altra troviamo una collina anch’essa orientata a est, con suoli profondi, costituiti da detriti di roccia calcarea ad alto contenuto di calcare, molto drenanti e capaci di garantire un equilibrio idrico naturale», spiega Scarizuola.


In un momento storico in cui molti Chardonnay inseguono volume e rotondità, Kaltern sceglie una strada diversa, espressione diretta della sua origine, con un vino teso, sapido e minerale: «ciò che ci ha colpito di più durante le prime vinificazioni è stata la finezza e la mineralità che queste parcelle hanno mostrato anno dopo anno. Erano sempre quelle che riuscivano a coniugare forza e struttura con eleganza», spiega Scarizuola.


Le decisioni di cantina contano, certo, ma il punto di partenza resta sempre il territorio. «Il nostro obiettivo — in tutta la gamma — è quello di creare vini eleganti e raffinati, che parlino chiaramente della loro provenienza. Per questo motivo, la nostra è sia una scelta stilistica  che un inevitabile riflesso della natura di Caldaro».


L’annata 2023 ha messo alla prova questo equilibrio. Un millesimo climatico complesso, segnato da piogge frequenti e forti escursioni termiche. «Un lavoro tempestivo e preciso in vigneto è sempre fondamentale — e in annate straordinarie come il 2023 diventa decisivo. Per me, lo Chardonnay 2023 è uno dei migliori millesimi degli ultimi anni. Lo descriverei così, sfidante ma generoso».

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